Comunicato

Comunicato di sottoscrizione del Manifesto di Medicina Democratica

IL SEGRETARIATO ITALIANO STUDENTI IN MEDICINA – APS

sottoscrive e aderisce ufficialmente al Manifesto “La Salute non è una merce, la sanità non è un’azienda” del Coordinamento Nazionale per il Diritto alla Salute / Campagna Dico32, nella convinzione che – oggi più che mai – le politiche di privatizzazione rappresentino una minaccia per la salute dei cittadini.

Risale infatti a pochi giorni fa una notizia che allarma e che rende ancora più urgente la difesa di un Servizio Sanitario Nazionale che sia pubblico, equo e finanziato dalla fiscalità generale, che non veda la salute come una merce, ma come un diritto da garantire ad ogni individuo, senza distinzioni.
Risultano quindi ancora più allarmanti le dichiarazioni di Giulio Gallera, assessore al Welfare della Lombardia, che annuncia: «Gli ospedali sono stati sommersi da pazienti Covid e il privato ha aperto le sale di terapie intensive e le sue stanze lussuose a pazienti ordinari che venivano trasferiti dal pubblico».

Una dichiarazione che non merita commenti, ma una condanna forte, decisa e condivisa da parte di tutte le forze politiche, da parte di tutte le organizzazioni che si occupano di salute e l’opinione pubblica. Non possono esistere pazienti di serie A, che meritano cure e assistenza migliori, e pazienti di serie B che invece devono “ringraziare” per aver potuto usufruire di tali cure, specialmente nel corso di un’emergenza sanitaria. Tale visione, infatti, calpesta la visione della salute come diritto fondamentale e inalienabile di ogni individuo.

Ancora più del pensiero in sé, è preoccupante il fatto che a dirlo sia stata proprio una figura pubblica, sdoganando un pensiero che va contro tutte le battaglie portate in campo negli ultimi anni per il diritto alla salute e contro gli stessi principi su cui si fonda il nostro Servizio Sanitario Nazionale. 

L’idea che l’assistenza sanitaria vada meritata è pericolosamente vicina a un’idea di Salute intesa come risorsa personale da difendere e non condividere. La Salute è un diritto che va tutelato, non un bene da meritare: è dovere della comunità curare tutti coloro che ne hanno bisogno, non solo chi ha le possibilità economiche di permetterselo. E la responsabilità di salvaguardare la Salute deve essere collettiva prima ancora che personale.

 

Quando ci si ammala di COVID-19 non ci si merita una terapia intensiva più lussuosa sulla base del reddito, ma se ne si ha diritto perché non si riesce a respirare, ed è responsabilità di tutti – non solo dei medici – fare in modo che questo diritto sia universalmente valido.

La Salute – prima di essere un intervento chirurgico o una medicina – è la possibilità di vivere in un luogo non inquinato da veleni o polveri sottili, di accedere a programmi vaccinali e di prevenzione, di lavorare senza rischiare la propria vita, di avere un medico di medicina generale che possa guidare nel percorso diagnostico e terapeutico. Scegliere di non vedere tutto questo complesso sistema, ma di concentrarsi solo su un consumismo delle prestazioni sanitarie che diventano merce di scambio, è esattamente la filosofia che sta dietro alle inadeguatezze che hanno reso così difficoltosa la risposta all’emergenza in Lombardia e in Italia.

Nel Manifesto a cui il SISM aderisce e alla cui stesura ha collaborato con più di 40 associazioni e 100 persone, è chiaramente indicato il bisogno di un Servizio Sanitario Nazionale che sia universale, senza discriminazioni di accesso, finanziato dalla fiscalità generale e progressiva per reddito. Perché la Salute sia davvero un diritto, l’efficacia va misurata in termini di salute collettiva, anziché di volumi e tempi di prestazioni erogate, con un’attenzione alla prevenzione primaria che abbia come perno una medicina territoriale coordinata con gli ospedali e le relative cure specialistiche.

La privatizzazione in sanità oggi non è un valore aggiunto alla libertà di scelta di ogni individuo, ma una condanna alla salute comunitaria, è la genesi di disuguaglianze profonde e spesso irreversibili, è il principio del declino inesorabile verso cui si sta dirigendo il Servizio Sanitario Nazionale. La privatizzazione non deve avere a che fare con la salute: ogni individuo deve godere dello stesso eguale diritto di ricevere cure e assistenza. 

La mercificazione della salute deve finire.

 

Bologna, 25 Giugno 2020

Il Consiglio Nazionale e l’intero Team of Officials
del Segretariato Italiano Studenti in Medicina – APS

Lascia un commento